Reality show dimenticati

Buongiorno a tutti!
Quando eravate degli adolescenti, vi è mai capitato di sintonizzare la televisione su MTV e guardare quei reality show che andavano molto di moda anni fa?
Ho deciso di ricordare insieme a voi alcuni di questi che mi portano alla mente i periodi in cui avevo vacanze estive lunghe tre mesi e pomeriggi liberi.

NEXT
Risultati immagini per next reality showAlzi la mano chi di voi guardava questo dating show!
Trasmesso su MTV dal 2005 al 2008, Next era incentrato sugli appuntamenti al buio. Un/una concorrente doveva incontrare cinque spasimanti uno dietro l’altro, chiamando il prossimo dicendo semplicemente “Next!”. Se il concorrente trovava una persona di suo gradimento, il prescelto o la prescelta poteva decidere se avere un secondo appuntamento con lui/lei o portarsi a casa i soldi corrispondenti ai minuti trascorsi durante l’uscita.

 

TEEN CRIBS
Risultati immagini per teen cribsCase lussuose da milioni di dollari, figli di genitori ricchissmi, piscine da sogno, arredamenti di classe, piste da bowling o discoteche all’interno di una villa… Questo era quello che si poteva vedere in Teen Cribs, un programma iniziato nel 2000 su MTV che suscitava non poca invidia in tutti gli adolescenti che lo guardavano.

 

MY SUPER SWEET 16
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E a proposito di ricchezza, non potevo non nominare My super sweet 16. Questo reality mostrava le feste di compleanno per i sedici anni di adolescenti ricchi. A volte erano talmente esagerate da sembrare dei matrimoni.

 

 

JERSEY SHORE
Risultati immagini per jersey shoreDal 2009 al 2013 è andato in onda il reality show più controverso che ha dato il via alla produzione di altri programmi simili ambientati in altre parti del mondo. Jersey Shore ha creato non poco scalpore quando è stato trasmesso per la prima volta; riprendeva la vita di un gruppo di ragazzi italo-americani che passavano le giornate a dormire e non fare nulla, mentre le serate erano dedicate alle discoteche e all’alcol. Nonostante i  litigi, i corteggiamenti a volte troppo spinti e le donne più svestite che altro, dopo Jersey Shore sono state prodotte due serie spin off analoghe: Geordie Shore (in Inghilterra) e Gandia Shore (in Spagna).

 

 

ROOM RAIDERS
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Tra i dating show più famosi, oltre a Next, troviamo Room Raiders, dove il/la concorrente sceglieva lo/la spasimante dopo aver ispezionato la sua camera da letto. Negli Stati Uniti è andato in onda nel 2003, mentre in Italia nel 2006. Room Raiders ha avuto anche una versione lituana uscita nel 2010 sul canale LNK.

 

Quali show ricordate della vostra adolescenza?
Fatemelo sapere nei commenti

 

A un metro da te di Rachel Lippincott

Buongiorno,
il romanzo di cui vi parlerò oggi è A un metro da te di Rachel Lippincott, uscito il 5 marzo, poco prima dell’arrivo del film nelle sale cinematografiche.

61-akalottlA Stella piace avere il controllo su tutto, il che è piuttosto ironico, visto che da quando è bambina è costretta a entrare e uscire dall’ospedale per colpa dei suoi polmoni totalmente fuori controllo. Lei però è determinata a tenere testa alla sua malattia, il che significa stare rigorosamente alla larga da chiunque o qualunque cosa possa passarle un’infezione e vanificare così la possibilità di un trapianto di polmoni. Una sola regola tra lei e il mondo: mantenere la “distanza di sicurezza”. Nessuna eccezione. L’unica cosa che Will vorrebbe poter controllare è la possibilità di uscire una volta per tutte dalla gabbia in cui è costretto praticamente da sempre. Non potrebbe essere meno interessato a curarsi o a provare la più recente e innovativa terapia sperimentale. L’importante, per lui, è che presto compirà diciotto anni e a quel punto nessuno potrà più impedirgli di voltare le spalle a quella vita vuota e non vissuta, un viaggio estenuante da una città all’altra, da un ospedale all’altro, e di andare finalmente a conoscerlo, il mondo. Will è esattamente tutto ciò da cui Stella dovrebbe stare alla larga. Se solo lui le si avvicinasse troppo, infatti, lei potrebbe veder sfumare la possibilità di ricevere dei polmoni nuovi. Anzi, potrebbero rischiare la vita entrambi. L’unica soluzione per non correre rischi sarebbe rispettare a regola e stare lontani, troppo lontani, uno dall’altra. Però, più imparano a conoscersi, più quella “distanza di sicurezza” inizia ad assomigliare a “una punizione”, che nessuno dei due si è meritato. Dopo tutto, che cosa mai potrebbe accadere se, per una volta, fossero loro a rubare qualcosa alla malattia, anche solo un po’ dello spazio che questa ha sottratto alle loro vite? Sarebbe davvero così pericoloso fare un passo l’uno verso l’altra se questo significasse impedire ai loro cuori di spezzarsi?

Il romanzo racconta la storia di Stella e Will, diciassettenni malati di fibrosi cistica e che hanno vissuto gran parte della loro vita tra le mura di un ospedale.
Dopo questa breve premessa, vi dico solo una parola: lacrime. Questo libro è davvero commovente e sono sicura che leggendolo vi scenderà qualche lacrimuccia.
L’esistenza dei protagonisti non è mai stata semplice a causa di diverse rinunce e svariate regole da seguire, la più importante delle quali è una: nessun contatto con altri malati di fibrosi cistica. E questa regola è fondamentale per Stella, che aspetta ogni giorno dei polmoni nuovi in grado di allungare la sua aspettativa di vita. Ma conoscere Will e innamorarsi di lui rende dolorosamente difficile attenersi a quella quella regola. Nessun contatto, nessuna carezza, nessun bacio.
Una storia davvero struggente e dolorosa, che non solo tratta della fibrosi cistica permettendo di conoscere in maniera più approfondita questa malattia, ma anche di temi più comuni come il rapporto con i genitori e il lutto, dal quale è sempre difficile riprendersi, soprattutto se si perde una persona cara.
Nonostante il libro sia composto da solo duecentoquaranta pagine, il coinvolgimento è totale e la storia dei protagonisti, per nulla carente di particolari, arriva dritta al cuore. Lo stile dell’autrice, che ha scritto A un metro da te insieme agli sceneggiatori Mikki Daughtry e Tobias Iaconis, è semplice e lineare, adatto sia a un pubblico giovanile che a uno adulto.
Sicuramente questa è una lettura che vi consiglio, però armatevi di fazzoletti prima di iniziarla.
Voi avete visto il film o letto il libro?

Dark romance: Prendimi se vuoi di Ella Gai

Il dark romance, per chi non lo conoscesse, è un genere di romanzo rosa con sfumature piuttosto tenebrose che affronta temi dal forte impatto emotivo. Negli USA sta spopolando, ma qui in Italia è arrivato un po’ più tardi e solo ora sta cominciando a farsi sentire un po’ di più.
Da grande appassionata (e scrittrice) di romance, ho deciso di imbarcarmi in queste nuove letture poco tempo fa per ampliare un po’ i miei orizzonti. Ora, dopo aver letto tre dark romance, credo di poter ufficialmente dire che non fanno per me.
Il primo romanzo che mi ha avvicinato a questo genere letterario è stato I suoi occhi su di me appartenente alla Raw family series di Aurora Belle. A suo tempo mi era piaciuto, nonostante avessi trovato alcune scene un po’ forti per i miei gusti. Il secono libro che mi ha coinvolto un po’ di più è stato Mille ragioni per odiarti di Penelope Douglas, letto soprattutto perché avevo adorato un altro libro della stessa autrice intitolato Birthday girl. L’ultimo avvicinamento con il genere dark romance l’ho avuto con Prendimi se vuoi di Ella Gai e, dopo una lettura sconvolgente, posso dire quasi con certezza che non credo leggerò un altro romanzo simile.

Risultati immagini per prendimi se vuoi ella gaiLa prima volta che mi sentii osservata, uscivo di scuola per tornare al Saint Mary. La seconda volta mi sembrò di sentire qualcuno alle mie spalle, mentre attraversavo la strada per rientrare in orfanotrofi o. E la terza volta, quella sensazione diventò realtà il giorno in cui seppi di essere stata adottata dal mio carnefice. Avevo sedici anni quando fui catturata dal cacciatore. Da una gabbia di violenze psicologiche e regole rigide ero finita dentro un’altra gabbia di violenze fi siche e regole impossibili. Potevo usare la mia mente con astuzia per attaccare, e il mio corpo come arma di difesa. Tanto più mi mostravo remissiva, meno male ricevevo. Avevo una vendetta da riscattare e una libertà da riconquistare. Dovevo scegliere tra me e lui. Tra dolore e piacere. Tra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. Qualunque decisione avessi preso il mio destino era già segnato, con violenze e droga.

Nella nuova casa sono in vigore delle regole:
1. Mai dire di no a qualunque sua richiesta.
2. Testa bassa e sguardo chino.
3. Niente domande.
4. Nessuna speranza.

Inizio subito dicendo che la copertina non c’entra un bel niente con la storia, anzi mi ha fatto sentire ingannata. Dà l’idea di un romanzo rosa con sfumature dark ma che rimane comunque una storia d’amore. E invece no. Questo libro, per quanto mi riguarda, è dark. Punto.
Se mi ero abituata a leggere scene un po’ violente negli altri dark romance, qui ho superato il mio limite. Si assiste a rapporti non consensuali e brutali, a violenze fisiche e psicologiche e ad altri orrori che mi hanno fatto venire la pelle d’oca, tanto che a volte ho dovuto interrompere la lettura prima di continuare la storia. Sono quindi giunta alla conclusione che questo libro non è per i deboli di cuore e, ahimé, penso di far parte di questa categoria.
Detto ciò, vi spiego un po’ meglio la trama. La protagonista è Charlotte, un’orfana che viene adottata all’età di sedici anni da un uomo malvagio che la maltratta, la violenta e la picchia. Il suo nome è Joseph Hunter, chiamato anche Il Cacciatore, ed è uno dei capi di un’organizzazione di Chicago che gestisce traffico di droga, armi e prostituzione.
Iniziare questo romanzo è stato semplice, ma dal momento in cui Charlotte entra nella casa del suo aguzzino tutto è diventato un po’ più complicato. Non per lo stile dell’autrice, che definirei scorrevole e coinvolgente, ma perlopiù a causa di ciò che accade nel libro. Ci sono episodi descritti in maniera davvero cruda e violenta e, nonostante Ella Gai sia stata più che brava a scriverli, per me sono risultati un po’… troppo.
In confronto agli altri dark romance che ho letto, questo mi è sembrato molto più forte e mi ha fatto sorgere alcune domande. I due libri precedenti a questo che ho letto erano davvero dark romance nonostante fossero più “soft”? Prendimi se vuoi appartiene a questo genere letterario o dovrebbe avere un’altra classificazione? Non ne ho idea. Se qualcuno mi potesse delucidare mi farebbe un piacere, dato che sono praticamente nuova di questo genere.
Concludo dicendo che il finale mi ha lasciata un po’ insoddisfatta, in quanto mi sarei aspettata semplicemente di più.
Consiglio questo libro solo alle persone forti che non si lasciano coinvolgere troppo da scene che possono risultare sgradevoli per la loro violenza e che sanno apprezzare queste letture crude.

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

 

Le merendine dell’infanzia

Buongiorno cari lettori,
con l’articolo di oggi voglio fare un salto nel passato per ricordare insieme a voi le merendine che mi ricordano la mia infanzia, alcune delle quali sono introvabili.

Risultati immagini per girelle mottaIn prima posizione voglio mettere le mitiche girelle che, fortunatamente, si trovano ancora nei supermercati. Un tripudio di cioccolato al quale nessun bambino può resistere.

 

 

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Subito dopo le girelle troviamo la merendina yo-yo. Due dischi di soffice pan di Spagna farciti con una crema al cioccolato davvero golosa.

 

 

Risultati immagini per pokémon mr dayAddentrandoci nel territorio delle merendine introvabili, ci sono quelle dei pokémon. Ve le ricordate? Un pan di spagna ricoperto di cioccolato al latte con sopra una “monetina” di cioccolato bianco raffigurante un pokémon. Erano davvero buone, ma purtroppo non si trovano più in commercio. Le avranno tolte per far soffrire i bambini agli inizi degli anni 2000 😭

 

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In questo salto nel passato non possono mancare nemmeno i Tegolini e le ciambelle di Mr. Day.

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Infine, anche se non si tratta esattamente di merendine, voglio riportare alla vostra Risultati immagini per chewing gum sigarettememoria i chewing gum a forma di sigaretta. Chi di voi li mangiava?

 

 

 

 

E voi cosa mangiavate quando eravate piccoli? Fatemi sapere nei commenti quali sono le merendine, o anche gli snack, che vi ricordano la vostra infanzia.

Curiosità da internet: Firebox

Il mondo di internet è immenso. Si possono trovare le cose più strane, belle e che sicuramente si è disposti a comprare. Il mio ultimo “tour” in questo mondo virtuale mi ha portato a conoscere un sito che ho inserito tra i miei preferiti: Firebox.

Se dovete fare un regalo per la vostra dolce metà, un amico o un parente, penso che Firebox sia l’ideale per voi. Vende oggetti davvero strani e particolari, sia per la casa che per l’uso personale, ma anche kit per preparare biscotti, caffè, snack e, udite udite, anche cibo per lo spazio (giusto per provare l’ebbrezza di fingere di essere lontano dalla Terra).

Volete qualche esempio?

Beer Belly Jelly - Spreadable Beer

 

 

Se siete amanti dell’alcol e volete provare qualcosa di nuovo, forse potreste assaggiare la vodka gusto marshmallow o la birra spalmabile.

 

 

 

Per chi invece è appassionato di fotografia,Stranger Things Polaroid OneStep 2 Camera su questo sito può trovare la Polaroid di Stranger things, con anche le pellicole a colori o in bianco e nero.

 

 

 

 

Prosecco Pong

 

Ovviamente non mancano giochi di società mai visti prima (almeno così è per me), come il prosecco pong, gli scacchi di Super Mario, i quiz sugli anni Novanta e molto altro.

 

 

 

Infine, potete anche personalizzare degli oggetti da regalare al vostro lui, alla vostra lei o al vostro animale domestico. Non manca proprio niente.

Ho stuzzicato la vostra curiosità? Andare a dare un’occhiata e fatemi sapere nei commenti cosa comprereste o cosa avete comprato.

 

 

5 libri da leggere a Luglio

Buongiorno,
se non sapete ancora cosa leggere durante le vacanze, forse questo mio articolo vi aiuterà.
Ecco i cinque libri che consiglio per il mese di luglio:

Io, Nojoud, dieci anni, divorziata di Nojoud Ali

io-nojoud-dieci-anni-divorziataNojoud viene dallo Yemen. Nojoud ha solo dieci anni. Nojoud non è che una bambina. Una bambina divorziata. Perché anche se ha un lieto fine, questa non è una favola. È la storia di una battaglia, invece. La storia di una bambina che, in un paese in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere con il cuore e il coraggio di una leonessa. È stata costretta a sposare un uomo che non aveva mai visto. Un uomo di trent’anni. Lei non ne aveva che otto. È stata picchiata. È stata obbligata a rinnegare la sua infanzia. Nojoud aveva paura. Nojoud voleva giocare. Voleva andare a scuola. Nojoud non è che una bambina. Ha pianto così tanto, ma nessuno la ascoltava. Ha supplicato suo padre, sua madre, sua zia. “Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola” le hanno risposto. Così, una mattina, Nojoud è scappata dalla sua casa-prigione. Si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana’a. Si è ribellata alla legge degli uomini. Ha chiesto il divorzio. In un paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.

Bambino 44 di Tom Rob Smith

9788860617392_0_221_0_75Gennaio 1933. Nel gelo che non dà tregua a un popolo già stremato, due bambini si allontanano da casa in cerca di cibo. Un uomo si avvicina nella neve brandendo un bastone. Febbraio 1953. Due fratellini giocano a palle di neve. Poche ore dopo, uno giace cadavere straziato sui binari della ferrovia moscovita. La polizia segreta, che vigila sul funzionamento di uno Stato che si pretende perfetto, in cui il crimine non deve esistere, incarica l’ex eroe di guerra Leo Demidov di liquidare il caso come un incidente. Quando un altro bambino viene trovato morto, però, il funzionario modello Demidov mette in dubbio l’efficienza del sistema e inizia a scavarsi la fossa con le proprie mani. Spiato, umiliato, esiliato, Leo verrà privato di tutto, indotto a diffidare perfino della moglie, la sua meravigliosa Raisa, ma riuscirà a recuperare la propria libertà interiore. Trasformato da predatore in preda, infatti, continuerà ugualmente la sua spasmodica caccia all’assassino, fino al momento che sconvolgerà per sempre la sua esistenza.

Sorelle sbagliate di Alafair Burke

978885667107hig_2bb5616a52f15590de72e7e7af378ff3Chloe è la più giovane delle sorelle Taylor, ma è sempre stata la più amata, forse perché nella sua vita tutto è sempre apparso sotto controllo. Invece Nicky… La scapestrata Nicky. Quella che ha sempre combinato tanti casini. Che ha sempre bevuto un po’ troppo. Che ha sposato d’impulso il giovane avvocato Adam Macintosh e ha avuto un bambino, ma non sa essere né moglie né madre. Oggi, Chloe e Nicky sono due perfette estranee. Nicky è rimasta a Cleveland, sola. Chloe lavora a New York in un importante giornale di moda. Ce l’ha fatta. Non solo: si è presa qualcosa che apparteneva a Nicky. È stato più forte di loro: lei e Adam si sono innamorati. D’altra parte Nicky, quella volta, l’aveva fatta grossa, e quando Adam ha visto il suo bambino in pericolo, ha deciso che era troppo. Adesso Chloe e Adam sono sposati, e insieme stanno crescendo Ethan, il figlio che Nicky non ha saputo amare. Ma quando Adam viene trovato morto sul pavimento della loro casa di vacanza negli Hamptons, una serie di dubbi comincia ad affacciarsi nella vita di Chloe. Dubbi sul marito, che ultimamente era sempre più reticente a parlare del proprio lavoro. Dubbi sul figlio, che l’adolescenza ha decisamente messo in crisi. E perfino dubbi su se stessa. Perché la verità è molto più di quello che l’apparenza lascia credere. E la vita troppo spesso ci fa dimenticare le cose più vere.

Una vita perfetta di Danielle Steel

978886836438hig-250x380Molti definirebbero perfetta la vita di Blaise McCarthy. Icona dell’informazione televisiva, a quarantasette anni Blaise vanta una carriera invidiabile e gira il mondo per intervistare uomini potenti e capi di stato, ponendo loro domande scomode con coraggio e determinazione. Nessuno sa, però, che Blaise è la madre single di una ragazzina non vedente, Salima. In seguito a una tragedia, la scuola che si occupa a tempo pieno di Salima chiude, e l’elegante appartamento newyorkese di Blaise viene invaso dalla figlia e da Simon Ward, l’educatore mandato dall’istituto per occuparsi della ragazza. I due nuovi arrivi stravolgono la vita di Blaise, costringendola ad affrontare i problemi irrisolti con la figlia e ad abituarsi alla presenza di quello sconosciuto che la affascina più di quanto lei stessa sia disposta ad ammettere. Mentre la giornalista cerca di trovare un po’ di stabilità nel privato, la sua carriera subisce un duro colpo: il network per cui lavora assume una giovane anchorwoman allo scopo di sostituirla. Quando ormai ogni certezza sembra essere appesa a un filo, Blaise si troverà di fronte a una scelta che potrebbe cambiare la sua esistenza per sempre, rendendola forse meno perfetta, ma di certo più vera.

La casa dei sogni di Trisha Ashley

51btpzjfvklQuando Carey Revell riceve in eredità la grande casa di famiglia, non ne è proprio entusiasta… La casa è enorme ma in condizioni fatiscenti e, come se non bastasse, ci vivono un paio di lontani parenti che non hanno alcuna intenzione di andarsene. Ma lui al momento è senza un lavoro, ha rotto con la sua ragazza e quella vecchia casa, in fondo, potrebbe essere un’occasione per ripartire. Deve solo trovare qualcuno che lo aiuti a riparare le vetrate… Angel Arrowsmith è un’artista e ha trascorso gli ultimi dieci anni condividendo la vita, la casa e il lavoro con il suo mentore e fidanzato perfetto. Ma un giorno, all’improvviso, ha perso tutto e si è ritrovata sola e con il cuore spezzato. La situazione sarebbe stata disperata, se il suo vecchio amico Carey non le avesse proposto di aiutarlo a sistemare la proprietà appena ricevuta in eredità. Angel e Carey si trasferiscono dunque pieni di speranze. Ma quella vecchia dimora – scopriranno presto – custodisce dei segreti. Svelarli insieme potrebbe far nascere un inaspettato legame…

Un po’ di arte: Jan Fabre

Buongiorno,
dopo l’articolo su Ron Hicks, ho pensato che non sarebbe stato male parlare di altri artisti contemporanei, perciò eccomi qui per farvi conoscere Jan Fabre.

Artista, scenografo, coreografo e regista teatrale, Jan Fabre è nato nel 1958 ad Anversa. Ha studiato all’Istituto di Arti Decorative e Belle Arti e all’Académie Royale des Beaux-Arts d’Anvers e, a partire dal 1980, ha iniziato a dirigere i suoi primi spettacoli. Definito un artista ambiguo, un po’ folle e odioso, Jan Fabre ha realizzato, nel 2011, una scultura in marmo di Carrara che reinterpreta La pietà di Michelangelo e che lui ha chiamato Il sogno compassionevole (Pietà V).

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L’artista fiammingo, con questa sua opera, ha creato molto scapore, in quanto il volto della Madonna è rappresentato da un teschio e il Cristo non è che l’artista stesso, vestito con giacca e cravatta, con in mano un cervello e in stato di decomposizione (per via degli insetti presenti sul suo corpo).
Come affermato da Fabre, la scultura rappresenta le emozioni di una madre che, per compassione, vorrebbe prendere il posto del figlio. Questo sentimento ha origine dal cervello, motivo per cui è presente nell’opera.

Senza dubbio si tratta di una scultura che ha fatto discutere, voi che cosa ne pensate?

 

Sonderkommando Auschwitz di Shlomo Venezia

Buongiorno cari lettori!
Tra i libri che più mi appassionano, le storie vere, in particolare quelle di sopravvissuti ai campi di concentramento e sterminio, hanno un ruolo importante. Oggi vi parlerò della mia ultima lettura acquistata durante il mio viaggio ad Auschwitz. Sonderkommando Auschwitz di Shlomo Venezia racconta la storia dell’autore, deportato e costretto a lavorare nei Sonderkommando.

Per chi non lo sapesse, i Sonderkommando erano dei gruppi di deportati costretti a collaborare con le SS all’interno dei campi di concentramento e sterminio. Avevano il compito di cooperare con i tedeschi durante i processi di rimozione dei corpi dalle camere a gas e trasporto nei forni crematori, dovevano accompagnare i nuovi arrivati insieme alle SS verso la morte, fingendo che andasse tutto bene, e molto altro. I membri dei Sonderkommando venivano scelti dalle autorità nei campi al loro arrivo ed erano ebrei giovani di robusta costituzione. Vivevano in settori separati da quelli degli altri prigionieri per evitare fughe di notizie ed erano trattati con maggior riguardo rispetto agli altri deportati. Veniva fornito loro un po’ più di cibo, vestiti migliori e anche alcolici (principalmente per sopportare la fatica fisica e psicologica del loro lavoro). Nonostante questi “privilegi”, la vita dei membri dei Sonderkommando non era così lunga. Infatti ogni squadra durava qualche mese: veniva uccisa e le autorità tedesche del campo ne creavano un’altra. In questo modo si assicuravano meno prove possibili delle atrocità che venivano commesse all’interno dei campi.

41flg7u-3wlShlomo Venezia era un ebreo italiano di Salonicco (nato nel 1923 e morto nel 2012) che verso la fine della guerra fu deportato ad Auschwitz, dove divenne membro di un Sonderkommando. La sua testimonianza ci permette di conoscere meglio, senza filtri e con autenticità, la vita dei pochi membri dei Sonderkommando sopravvissuti. Quando ormai gli Allleati erano vicini alla liberazione dei campi e alla vittoria, i tedeschi iniziarono a sterminare i prigionieri di questi gruppi, alcuni però sopravvissero infiltrandosi tra gli altri deportati che venivano fatti partire per la famosa marcia della morte. In pochi riuscirono a salvarsi e tra questi c’era Shlomo Venezia.
Questo libro è una lettura realistica, sconvolgente, e chi la critica sottolineando errori, incongruenze o ripetizioni  non ha capito il vero senso di quest’opera.
Inutile dire che consiglio di leggere questa testimonianza perché dobbiamo sapere e ricordare cosa è successo, tenere viva la memoria degli orrori compiuti nei confronti di persone innocenti e non dimenticare i milioni di ebrei (e non solo) uccisi. Sonderkommando Auschwitz è una lettura non facile da leggere, che obbliga a farsi delle domande e a confrontare alcuni avvenimenti accaduti al giorno d’oggi, anche se in forma diversa, con ciò che è successo in passato.

L’amore ha i tuoi occhi di Katie Ashley

La mia ultima lettura mi ha portato a conoscere L’amore ha i tuoi occhi di Katie Ashley, grazie al quale sono entrata nel mondo dei biker per la prima volta.

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La vita di “Diacono” Malloy è tutta dedicata al suo club di motociclisti Hells Raiders. Lui è un duro, ma il suo approccio strafottente alla vita viene messo in discussione quando una figlia di cinque anni di cui non sospettava neppure l’esistenza bussa alla porta del club… Alexandra Evans è un’insegnante che adora i suoi alunni, ma qualcosa nella piccola Willow Malloy le stringe il cuore. C’è un’aura di tristezza intorno a quella bambina bisognosa d’amore. Per questo, quando Willow smette di andare a scuola, Alexandra decide di intervenire per assicurarsi che la piccola stia bene. La sua ricerca approda a un club per motociclisti… e a un padre determinato a tenere la figlia sempre sotto controllo per proteggerla. Ciò che Alexandra non sa è che, dal momento in cui l’ha vista, Diacono ha un solo pensiero in testa: deve farla sua a ogni costo ed è certo che ci riuscirà, perché non ha mai incontrato una donna che riesca a resistergli. Questa volta però la conquista appare più difficile del previsto e potrebbe essere Diacono a lasciarsi sedurre, da un futuro più luminoso per sé e sua figlia, e dalla donna di cui nonostante tutto si sta innamorando.

L’amore ha i tuoi occhi è il primo volume della serie Vicious Cycle che apre la porta del mondo dei motociclisti. Pubblicato da Newton Compton, questo romanzo fa conoscere la storia di Diacono Malloy, sergente del club di motociclisti Hell’s Raiders, e Alexandra Evans, insegnante delle elementari.
L’inizio di questo racconto non è dei migliori: appena aperto il libro, si viene catapultati nel mondo della piccola Willow, una bambina di cinque anni che vive con la madre drogata e che a volte viene picchiata dai fidanzati di colei che dovrebbe sempre proteggerla. Una sera, nella casa in cui vive Willow, fanno irruzione degli uomini e la bambina assiste all’omicidio della madre. Da questo momento la sua vita cambia per sempre e per la prima volta conosce suo padre: Diacono. Per un uomo come lui abituato a non avere bambini intorno e a svolgere attività non del tutto legali all’interno del club, l’arrivo di Willow, la figlia di cui non conosceva nemmeno l’esistenza, è davvero sconvolgente. Ma lo è ancora di più sapere che l’unica donna che lui abbia mai amato e che ora è morta gli abbia nascosto un segreto così grande. Il rapporto tra Willow e Diacono non è solido fin da subito, nonostante la bambina provi un amore incondizionato nei confronti del padre. D’altronde lui è un duro, un fuorilegge, un arrogante, un uomo che ha torturato delle persone e ha commesso altri atti davvero discutibili; eppure nessuno deve azzardarsi a fare del male alla sua bambina. Lui la ama, anche se non sa bene come comportarsi.
Le cose però precipitano quando Diacono si accorge che sua figlia è in pericolo e, per proteggerla, decide di tenerla sempre all’interno del suo club, sotto il suo sguardo vigile e quello dei suoi fidati compagni. A causa di questa decisione, Willow non può frequentare la scuola, motivo per cui la sua insegnate Alexandra Evans si presenta al club. L’incontro tra lei e Diacono segnerà un altro profondo cambiamento nella vita del motociclista.
L’amore ha i tuoi occhi è un romanzo carico di suspense che parla di amore, evoluzione ed emozioni che portano a commettere gesti inaspettati.
Nonostante questa storia possieda alcuni cliché ed eventi prevedibili, Katie Ashley è riuscita a rendere questa storia unica nel suo genere grazie al mondo in cui è ambientata, a tutte le sfaccettature del carattere di Diacono e al coraggio di Alexandra. Dopo questo inizio davvero bello ed intrigante, non vedo l’ora di leggere gli altri romanzi della serie per conoscere meglio i resto dei Raiders.

 

 

Libri autoconclusivi o saghe?

Buonasera a tutti,
da quando mi sono avvicinata al mondo dei romance e dei fantasy, ho fatto caso che molti, moltissimi libri fanno parte di una saga. Basti pensare a The mortal instruments di Cassandra Clare, Wolves of Mercy Falls di Maggie Stiefvater, La quinta onda di Rick Yancey, After di Anna Todd, Bad boy series di Blaire Holden, Cinquanta sfumature di E. L. James… La lista è davvero lunga.
In un mondo dove le saghe sono all’ordine del giorno e vanno molto di moda, se ne distinguono due tipi: quelle formate da libri autoconclusivi e quelle dove ogni volume termina con un finale da attacco cuore perché non sai come va a finire la storia tra i protagonisti (e, che cavolo, ti tocca aspettare mesi prima di leggere il sequel).

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Da amante della lettura, romance in particolare, ogni giorno mi trovo davanti a dei libri che fanno parte di una saga e, puntualmente, mi viene voglia di dare di matto. Da quando, per sbaglio, anni fa ho comprato un libro che era il secondo capitolo di una serie (solita fortuna -.-), questo è quello che mi succede quando vado in libreria o in biblioteca:

  1. Passo in rassegna i libri, analizzando la copertina per capire se è di mio gradimento e leggendo attentamente la trama.
  2. Prendo il cellulare e digito su Google il titolo del libro per avere qualche informazione (ad esempio quando è uscito e quali sono gli altri romanzi dell’autore/autrice).
  3. Scopro che il libro appartiene a una serie e mi viene automatico alzare gli occhi al cielo.
  4. Mi passa la voglia di prendere un nuovo libro e me ne vado.

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Il mondo è stato invaso dalle saghe e per i vecchi libri stand alone (autoconclusivi per i comuni mortali) rimane poco spazio. Un altro esempio? Wattpad.
Chi mi segue sa che scrivo libri che autopubblico grazie a un sito di self publishing e su Wattpad, ed è proprio in quest’ultimo che l’epidemia delle saghe si fa sentire moltissimo tra scrittori e lettori. Infatti mi è capitato diverse volte di ricevere messaggi da alcune persone che avevano letto i miei libri che mi chiedevano se ci sarebbe stato un sequel delle mie opere.
Partendo dal presupposto che io non odio le serie, ma prediligo libri autoconclusivi, vorrei sapere la vostra opinione. Io credo che le saghe, purtroppo, a volte siano deludenti, in quanto spesso ho l’impressione che tutto venga tirato per le lunghe, detto francamente, per aggiungere più pagine al romanzo e permettere quindi lo sviluppo di un sequel.
Nonostante i miei pensieri appena esposti, esiste un’eccezione e riguarda le saghe composte da libri autoconclusivi. Queste mi piacciono già un po’ di più.
Quindi, carissimi, preferite leggere romanzi appartenenti ad una saga oppure siete favorevoli al team stand alone?

Fatemi sapere nei commenti.